“L’eredità di alcuni grandi artisti del passato e del presente è molto importante nella mia ricerca pittorica: essi mi ispirano e mi tengono compagnia in un cammino tutto in divenire.”

Antonietta Corsini - Artist Dipinti, acquerelli, workshop

Antonietta Corsini  nasce a Rimini, dove vive e lavora. Sin da piccola sapeva che sarebbe diventata una pittrice e le scelte che ha fatto sono andate tutte incontro a questo desiderio: “A otto anni ho ricevuto in regalo una bellissima scatola di colori a cera ed è stato amore a prima vista: da quel momento ho iniziato ad appassionarmi all’arte. Ricordo anche che mio padre, che aveva una buona mano, un giorno, verso i dieci anni, mi ha spiegato come si disegnavano i panneggi delle vesti”. Antonietta Corsini ha iniziato così ad approfondire sempre di più il disegno, tanto che alle scuole medie l’insegnante di educazione artistica, notando la sua inclinazione, l’ha incoraggiata a continuare e a scegliere quindi il Liceo Artistico di Rimini. Dopo il diploma ha frequentato l’Accademia di Belle Arti a Bologna, dove si è laureata con una tesi sull’artista Vittorio D’Augusta.

Inizia ad esporre le proprie opere a partire dagli anni ’90 ad oggi in musei e gallerie. Fin dalla sue prime mostre personali e collettive, l’artista crea immagini essenziali ed evocative che affrontano, in maniera attenta e sensibile, i temi degli affetti famigliari dando vita ad una serie di Mater che celebrano il tema della maternità, della generatività femminile e il rapporto unico e sacro che lega madre e figlio.

Contemporaneamente approfondisce le tecniche antiche pittoriche: i trattati di pittura, in primis Cennino Cennini, e altre fonti provenienti dal passato. La sperimentazione e l’interpretazione delle opere dei grandi maestri l’hanno portata a essere scelta, alla fine degli anni ’90, dalle Edizioni Musei Vaticani per realizzare copie di alcune opere del XIV secolo conservate in Pinacoteca (Beato Angelico, Vittore e Carlo Crivelli, Raffaello…): una collaborazione decennale che le ha procurato immense soddisfazioni.

L’artista inizia così a prediligere tecniche provenienti da un passato lontano, per creare anche opere personali nell’intento di evocare suggestive atmosfere di colore luce e di ottenere effetti pittorici unici. In particolare, le opere su tavola e pergamena riprendono l’uso della tempera all’uovo su fondo dorato secondo i dettami della tradizione.

Dal 2008 si sperimenta nell’arte sacra attraverso opere di soggetto religioso e interventi artistici e decorativi in edifici di culto moderni che si caratterizzano per la vitalità e l’attualità del messaggio cristiano, interpretato dall’artista alla luce della sua profonda spiritualità.

Sempre nel 2008 ha l’onore di incontrare Benedetto XVI a cui ha consegnato personalmente il ritratto in tecnica mista su tela: “essere abbracciata dal suo sguardo è stato un momento molto importante della mia vita”.

Parallelamente all’attività personale, dal 2006 tiene corsi di Tecniche pittoriche e Doratura della Scuola Riminese del ‘300 presso il Museo di Rimini e svolge laboratori didattici in vari istituti scolastici, nonché momenti di formazione per insegnanti di discipline artistiche con l’intento di trasmettere, oltre all’ apprendimento delle tecniche artistiche, l’amore per la bellezza nell’Arte. Il punto di partenza è sempre l’osservazione di ciò che la circonda: “come Leonardo da Vinci, che indagava la realtà per entrare ‘in sintonia’ con essa e conoscerla, così anche io ritengo sia fondamentale rifuggire lo schematismo per entrare in rapporto dialettico con il reale: in fondo siamo tutti in relazione e la natura rimane sempre la prima maestra”.

L’esperienza museale, ispira anche la ricerca dell’autrice che, attraverso una sottile operazione concettuale, inizia a trasformare i suoi soggetti, per lo più ritratti, in icone “classiche” contemporanee dando vita prima ad una serie di Angeli e successivamente a dei Patterned portraits con motivi decorativi desunti da opere del ‘300 e ‘400.

La pandemia le ha fatto comprendere maggiormente il valore educativo dell’arte che non deve rimanere relegata in un museo, perciò organizza ateliers online di varie tecniche pittoriche per privati e per scuole di ogni ordine e grado, in lingua italiana e inglese.

Oggi Corsini contemporaneamente allo svolgimento dell’attività didattica è impegnata in una sempre più approfondita indagine sull’invisibile che si cela nel visibile, attraverso l’utilizzo di pennellate espressive e sovrapposizioni di colore luminoso e trasparente, allo scopo di ricreare una nuova dimensione evocata da atmosfere rarefatte e spirituali. Ecco quindi che la sfera intima privata si fa universale e la rappresentazione di tutto ciò che l’artista ama – volti cari e presenze che l’accompagnano nella quotidianità – acquisisce un senso “altro” mentre la narrazione, da personale, diviene di tutti.

Ci sono degli attimi della mia vita colmi di bellezza che vorrei fissare eternamente: il tempo che passa trasfigura i ricordi e li restituisce alla ‘memoria’ del cuore pieni di sacralità, con nuove trame di colori. L’attimo è il dono di essere e di esistere. Dipingo tutto ciò che amo e che appartiene alla mia quotidianità con uno stile figurativo unito a un significato simbolico. Anche la tecnica pittorica è per me molto importante perché mi permette di realizzare tutta la profondità della visione interiore: spesso inizio dipingendo a olio, talvolta, applico su piccole aree dell’oro o dell’alluminio in foglia e successivamente sovrappongo delle velature a tempera all’uovo e ad acquerello. Amo sperimentare: talvolta l’idea che ho di partenza cambia e si trasfigura. Il mio rapporto con l’opera è un’attesa struggente di qualcosa che è altro da me, qualcosa di imprevedibile che mi conduce a esiti inaspettati. Pennellata dopo pennellata essa diventa la trama che si rivela ai miei occhi con una corrispondenza piena di verità.”

Le opere di Antonietta Corsini sono conservate in spazi pubblici e privati in Italia e all’estero.

ESPOSIZIONI PERSONALI E COLLETTIVE

 

2019

PER VISIBILIA AD INVISIBILIA

On Art Gallery – Firenze – Italia

 

2007

ARTISTI SELEZIONATI (mostra collettiva)

Galleria “In Galleria” – Pavia – Italia

 

PERSONALE

Admiral Hotel – Bologna – Italia

 

2006

“13 x 17″ PADIGLIONE ITALIA

A cura di Philippe Daverio e Jean Blanchaert – Chiesa di San Gallo, Venezia – Lanificio Pria, Biella – Comune di Biella – Museo della Provincia, Potenza – Politecnico di Milano – Chiesa di San Severo a Pendino, Napoli – Francavilla al Mare, Palermo – Chiesa di S. Cristina, Bologna – Studio Mic, Roma – Italia

 

Selezionata all’International Art Prize “II Premio Movimento nelle Segrete di Bocca”, Galleria Bocca – Bookshop – Milano – Italia

 

2005

 

SEGRETI

A cura di Valerio Dehò – Galleria dell’Immagine di Rimini – Rimini – Italia

 

CAMERA MERAVIGLIOSA (mostra collettiva)

Circolo degli Artisti, Open Studio di Faenza – Faenza – Italia

 

DEDICATA (mostra collettiva)

Sala degli Archi, Comune di Rimini – Casa delle Donne – Rimini – Italia

 

2004

HOMO ARTISTICUS

Una ricerca fotografica di Patrizia Zelano

 

1996

PERSONALE

A cura del Dicastero Cultura Museo di Stato Repubblica di San Marino – Spazio Mostre di Via Giacomini – Repubblica di San Marino

 

1993

IN-FORMALE

A cura di Annamaria Bernucci – Palazzina delle Mostre – Assessorato alla Cultura – Centro Giovani Arti Visive di Rimini – Rimini – Italia

CORSI E SEMINARI

 

2008

 

CORSO SULLA MINIATURA

Museo di Rimini (Italia) “Università Aperta Federico Fellini e Giulietta Masina” (marzo 2008)

 

CORSO PRATICO-TEORICO SULLA TECNICA DELLE MINIATURE

Museo di Rimini (Italia) “Università Aperta Federico Fellini e Giulietta Masina” (marzo 2008)

Antonietta Corsini è la curatrice del corso

 

2007

TECNICHE ANTICHE DI PITTURA SU TAVOLA: I RITRATTI DEL FAYUM

Museo di Rimini – Italia (dal 14 al 17 giugno 2007)

Antonietta Corsini è la curatrice del corso

RASSEGNA STAMPA

2020

QUARESIMA PER LA PREGHIERA DI RAGAZZI E GIOVANI 2020 “UN DESERTO FIORITO” – Gennaio 2020 – Sostare nell’amore
XII Stazione da Via Crucis presso San Giuseppe al Porto – La madre di Gesù e Giovanni ai piedi della croce
 

 

ADORAZIONI EUCARISTICHE PER LA QUARESIMA E LA PASQUA- “GUARDATE LE MIE MANI” – Gennaio 2020 – Mani che soffrono
X Stazione da Via Crucis presso San Giuseppe al Porto – Gesù è crocifisso
 

 

2015

IL RESTO DEL CARLINO – 6 Maggio 2015 – Il laboratorio in compagnia di Antonietta

 

2008

CORRIERE ROMAGNA – 4 Giugno 2008 – La pittrice Corsini dona un ritratto al Pontefice

 

LA VOCE – 4 Giugno 2008 – Fa il ritratto al Papa e glielo dona

 

IL RESTO DEL CARLINO – 4 Giugno 2008 – Antonietta e il ritratto del Papa

 

2007

CORRIERE ROMAGNA – 24 Giugno 2007 – L’artista dei mille volti

 

IMMAGINE: PATTERNED PORTRAIT N° 4 pubblicata sulla prima pagina della rivista on-line – ARIMINOL.it – N° 64 – 15 Aprile 2007

 

2006

ARTE INCONTRO IN LIBRERIA – Libreria Bocca Milano – N° 55 – Ottobre – Dicembre 2006

IN MAGAZINE: N°4 Agosto – Settembre 2006 – Segreti al femminile a cura di Bianca Nannini

 

2005

LA VOCE – 1 Aprile 2005 – Svelati “i segreti” della Corsini – a cura di Anna Graziosi Ripa

LA VOCE – 12 Marzo 2005 – Un universo svelato di luci e colori – a cura di Silvia Paccassoni

CORRIERE ROMAGNA – Marzo 2005 – I “Segreti” della Corsini alla Galleria l’Immagine – a cura di Ivo Gigli

CORRIERE ROMAGNA – Marzo 2005 – Donne con dedica

 

1996

CORRIERE ROMAGNA – 12 Ottobre 1996 – Tele sottilissime e affiorano segni – a cura di Stefano Colangelo

Il QUOTIDIANO di San Marino – 20 Settembre 1996

SU ANTONIETTA CORSINI

VALERIO DEHÒ

Sulla pittura di Antonietta Corsini

La pittura talvolta prende strade nascoste che costeggiano sentimenti e paure profonde, il lato della pittura solare spesso presuppone il suo contrario, in un confronto a distanza che non ha vincitori né vinti, ma che soprattutto serve ad arricchire l’opera attraverso la stringente poetica costruita dall’artista. Così dipingere ormai è una pratica liberata da ogni pudore e soprattutto, dopo la negazione novecentesca si affaccia a territori subliminali, in cui tra visibile e invisibile si instaura un legame profondo quanto evocativo.

Del resto a questo serve l’arte. A far emergere il nascosto sentimento delle cose, i segreti celati dietro l’apparenza. La pittura di Antonietta Corsini attinge a questo patrimonio di coscienza e di conoscenza celato in questo diaframma, nel colore opalescente, nelle diafane apparizioni figurali. L’artista dimostra una particolare capacità ed esperienza, nonostante la giovane età, nel saper creare un universo magico in cui i paradigmi dell’informale e le necessità della figurazione trovano una sintesi che è certamente equilibrio, senza essere mai scontata. Su tutto prevale una atmosfera aurorale e segreta, come di un universo che si dischiude lentamente alla vita. Sono visibili dei veri e propri stadi di avanzamento di una luce cangiante che colpisce lo spazio pittorico e gli dà vita. In questo modo i valori tonali non hanno mai una finalità semplicemente autoreferenziale, ma dialogano con un percorso visivo che non conosce soste. Il segno agisce progressivamente e sempre accompagnato dal colore da cui mai si dissocia, se non per brevi ed episodiche occasioni. Ma soprattutto è estremamente interessante questa capacità della Corsini di mettere insieme generi pittorici differenti oppure di andare in una direzione in cui gli elementi ritmici e decorativi trovano una soluzione all’interno dell’opera e non si situano mai al suo esterno. L’artista distribuisce questa modalità facendo in modo di creare un tempo di attesa che è mistero e sospensione.

In questo si legge certamente una certa memoria di elegiaca bellezza, quasi una forma di adesione ideale ad una visionarietà che ha origini nella pittura tardo ottocentesca, venata di sfumature ideali e adornata di simboli raffinati e malinconici. Ma invece l’artista non cede mai alla tentazione della citazione, correggendo, soprattutto attraverso un attento pattern pittorico, ogni inflessione storicistica. Per questo i quadri della Corsini vanno letti con occhi contemporanei. Non vi sono tendenze a semplificare una lettura che si richiama, nella sua semplicità, a quella pittura che non ama nascondersi, ma che anzi sa richiamare il segreto della forma, l’essenza del colore che si fa materia. Ed è questo affondo nell’originario, cioè in ciò da cui ogni cosa ha inizio, che si decide il destino di questi lavori che hanno il segno dell’apparizione, ma che sanno porsi anche in una dimensione di scoperta attraverso un procedere pittorico che somma la pittura alla sua negazione, che aggiunge, togliendo. Si protrae il senso di una infinita riscrittura dell’arte che si fa strumento, non solo in nuove apparizioni, ma anche della certezza che non vi sono dati definitivi attorno alla poetica, quanto piuttosto degli episodi da colmare con il vuoto dell’attesa. Tale sospensione in Antonietta Corsini equivale anche a una messa tra parentesi della parusia, come figura retorica oltre che come stato di fatto (si potrebbe dire esistenziale) della pittura stessa. Se non vi è nessuna latenza, nemmeno la superficie si increspa di senso. Allora queste opere assumono non il significato di svelamento, quanto di eterna certezza che la pittura non può descrivere il mondo, ma deve invece occuparsi di ciò che è nascente, aurorale, segreto. Solo così la regolarità dei ritmi visivi, la materialità del colore, trovano accordi con la luminescenza diffusa. E’ un riverbero di un’essenza e di una spiritualità che deve ancora maturarsi nella ricerca, ma che ha le premesse di un’alba di luce.

 

CINZIA TEDESCHI

L’umanesimo contemporaneo di Antonietta Corsini

“La pittura è poesia silenziosa”
Simonide

L’essere umano è il protagonista assoluto della attuale ricerca di Antonietta Corsini, artista che ha scelto di indagare le strade – spesso impervie – del figurativo, interpretando con intensa sensibilità i dati che la sua personale realtà le offre. Una ricerca intima, quindi, non solo perché i soggetti ritratti appartengono principalmente al vissuto quotidiano della pittrice, a quell’osservatorio privilegiato rappresentato dai suoi affetti domestici, ma anche perché lo spettatore stesso è “invitato” ad instaurare un dialogo silenzioso con volti che, svelandosi dinanzi ai propri occhi, divengono gradualmente presenze sempre più vicine e famigliari, quasi – sia lecito dirlo – degli sconosciuti numi tutelari. La delicatezza della pennellata e l’uso di trame decorative che “invadono” pacificamente corpi e volti, creando una sorta di seconda pelle, sono altresì elementi che contraddistinguono questi “Patterned Portraits”: motivi che, interrompendo la monotonia del reale, offrono nuovi spunti interpretativi. Gli stessi arabeschi che tatuano le figure (soprattutto fiori liberamente interpretati da disegni rinascimentali) tornano spesso, realizzati in tecnica diversa, anche negli sfondi dei quadri: questo a sottolineare la volontà, da parte dell’artista, di dare ai suoi personaggi una chance diversa, di creare per loro una dimensione altra in cui muoversi ed agire. Sono le velature, le sovrapposizioni di sottili strati di colore a definire, inoltre, immagini che rivelano la costante radice artistica “antica” della pittrice la quale, partendo da una conoscenza approfondita delle tecniche del passato, sintetizza le procedure meticolose apprese a bottega, in un fare pittorico che trova la sua incisività non nell’aggiungersi, ma nel togliersi, non nel mostrare, ma nello svelare lentamente la forza della sua delicatezza. Una pittura anti-retorica che all’impeto e al tumulto, predilige il ripiegamento, la concentrazione sulla resa delle emozioni in tutte le loro sottili sfumature, la narrazione della concretezza umana filtrata alla luce di un mondo interiore variegato. Una narrazione che continua, infine, anche nella scelta dei supporti: non solo tele e pannelli lignei ma anche trittici, che appartengono tradizionalmente all’arte sacra, e voler nobilitare la “materia” umana, trasformando i personaggi descritti in vere e proprie icone contemporanee. E’ quindi in questi frammenti di realtà sospesa che si rivela tutta la modernità della pittura di Antonietta Corsini, perché la vita germina lì, in quelle figure dai tratti diafani, eppure incisivi, di cui non è importante conoscere l’identità; in quegli sguardi sospesi che attendono desiderosi di rivelare le metafore impresse nei loro occhi.

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